L’estate di Nathan

Era quell’ora del pomeriggio in cui tutti riposano. Nathan aveva da poco compiuto nove anni, eppure, pantaloncini
e canottiera, stava giocando in cortile. Quando zia D. lo invitò a salire.
Nemmeno lei ne voleva sapere di chiudere occhio.

Nathan lasciò a terra fionda e sassolini, salì la rampa di scale, entrò in casa e si accomodò sul divano.
Zia D.  sorrise, gli si sedette a fianco. Senza dire una parola, lentamente, gli sfilò la canottiera.
//coricati qui// gli disse //a pancia in giù.//

Una volta che Nathan fu nella posizione corretta, con le unghie, ma molto delicatamente, zia D. cominciò a tracciare
traiettorie irregolari sulla sua schiena, canticchiando una canzone che lei solo conosceva.
Allora zia D. non aveva ancora quarant’anni.
//tuuu, che mi sorridi verde lunaaaa… taaaarari rari rarirararaaaa…//

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